Sedici anni di GRAL: lo stack tecnologico Apple che ci ha accompagnato
Studio GRAL Informatica nasce nel 2010, un anno in cui l’iPhone ha appena due anni di vita commerciale, l’iPad esce a giugno e l’App Store conta poco più di 250.000 applicazioni. Lo stack Apple di allora è essenzialmente Objective-C e UIKit. Un altro mondo.
2010-2013 — Objective-C, UIKit, Core Data
Le prime versioni di Atlante di Anatomia, Lessico Medico e Farmacologia nascono in Objective-C. Storyboard, UIKit, Core Data. È lo stack di riferimento per anni: solido, prevedibile, verboso quanto vuoi.
2014-2019 — Swift 1, 2, 3, 4, 5
L’annuncio di Swift alla WWDC 2014 apre un decennio di transizioni. Sintassi in evoluzione continua, migration tools che si aggiornano ogni major release, un intero ecosistema che si adatta. Nel nostro catalogo introduciamo Swift gradualmente, mantenendo l’ObjC dove serve — un pattern che seguiamo ancora oggi per rispettare la stabilità delle codebase esistenti.
2019-2023 — SwiftUI, Combine, Mac Catalyst
Con SwiftUI (WWDC 2019) cambia il paradigma: dichiarativo, reattivo, cross-platform Apple. Mac Catalyst ci permette di portare le app iPad su Mac con un checkbox. In parallelo, l’attività di consulenza enterprise ci porta a lavorare su codebase molto grandi, dove SwiftUI si integra progressivamente con UIKit esistente.
2024-2026 — Swift 6, Foundation Models, tvOS
Lo stack attuale del catalogo:
- Swift 6 con strict concurrency dove sensato — la migrazione è graduale, non dogmatica
- SwiftUI come default per view nuove, UIKit dove serve controllo fine (PDFKit, PencilKit, gesture custom)
- Foundation Models di Apple Intelligence per le funzioni AI on-device (iOS 26+)
- Mac Catalyst per la distribuzione universale iOS/Mac
- tvOS per la linea Anatomia TV — una scelta di posizionamento sul salotto
- Widget iOS per accesso rapido alle app dal home screen
Un principio ci guida da sempre: API native Apple, nessun framework cross-platform. Il costo iniziale è maggiore, il risultato è un’esperienza utente che segue le convenzioni di sistema — che è, in fondo, quello che gli utenti Apple si aspettano.